|
Farmaci e allattamento Oggi si è iniziato a vedere il problema sotto una luce diversa rispetto al passato,quando la tendenza era di un proibizionismo spinto riguardo l'uso di farmaci in gravidanza.Questo fatto era ed è ancora rimarcato nei foglietti illustrativi acclusi dalle case farmaceutiche alle confezioni,che alla luce delle moderne conoscenze,ha sopratutto un valore di copertura ai fini medico legali, piuttosto che un valore scientifico concreto. A dimostrazione di cio' , le poche considerazioni che seguono , rimandando in altre sedi gli approfondimenti dell'argomento. Intanto bisogna distinguere il rapporto farmaci-allattamento , da quello farmaci-gravidanza, in quanto in quest'ultima condizione esiste una farmacocinetica del tutto unica,condizionata dalla presenza della barriera placentare. Bisogna considerare diversi fattori che influenzano il passaggio di un farmaco nel latte materno: Via di somministrazione: farmaci non assorbiti per os e dunque somministrabili per via parenterale alla madre e che passano poi da questa al latte , una volta ingeriti dal bambino non vengono parimenti assorbiti ,in quanto la biodisponibilità del farmaco è la medesima , vale a dire non assorbibili per os . Esempio tipico gli aminoglicosidi o il cefitriaxone che possono essere somministrati solo per via parenterale. . Emivita del farmaco e picco plasmatico:un emivita breve e il raggiungimento rapido del picco plasmatico nella madre, rende il farmaco piu' sicuro in quanto è sufficente somministrarlo lontano dalla poppata ( es. il cefotaxime che ha un picco plasmatico di 30 minuti ed un'emivita di sole 2 ore. Il latte materno è un liquido biologico e come tale è in equilibrio continuo con gli altri liquidi biologici dell'organismo. Se la concentrazione di un farmaco nel plasma materno scende , anche nel latte avviene la stessa cosa,per cui somministrando il farmaco lontano dalla poppata per un tempo sufficente ( variabile da farmaco a farmaco ),non dovrebbero verificarsi pericoli di accumulo nel lattante. Legame alle proteine plasmatiche:piu' il farmaco è legato alle proteine plasmatiche della madre,meno facilmente passa nel latte. Il farmaco ideale da usare nell'allattamento, è quello che ha un legame alle proteine superiore al 90% come ad es. il warfarin che ha un legame pari al 99%. Per contro il litio è piu' pericoloso in quanto viaggia per la gran parte libero. In definitiva con una valutazione attenta delle caratteristiche farmacocinetiche dei farmaci, è possible per gran parte di essi un uso abbastanza sicuro per il lattante , sciogliendo in gran parte i timori del passato. Questo è importante sopratutto quando la donna che allatta deve assumere terapie croniche , che se somministrate con oculatezza , non creano particolari pericoli ( farmaci come fenobarbitale , il diazepam , lo stesso warfarin , sono alcuni degli esempi piu' ecclatanti ).
|